• Informatica e la bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei

    Le nuove Indicazioni nazionali per i Licei e il ruolo dell’Informatica

    Il quadro normativo dei Licei, come già accaduto per le Linee Guida degli Istituti Tecnici, è destinato a un possibile adeguamento. La pubblicazione, nell’aprile 2026, della bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i Licei, frutto del lavoro della commissione ministeriale, si inserisce in un percorso di ripensamento della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e del legame tra scuola e società.

    Prima di entrare nel merito delle novità relative all’Informatica, è utile recuperare alcuni passaggi della storia recente.
    La prima adozione delle Indicazioni nazionali per i Licei risale al 2010 e si colloca nel più ampio processo di evoluzione normativa avviato con l’autonomia scolastica. Tale riforma ha progressivamente superato la logica dei programmi rigidi, orientandosi verso un modello fondato sul Profilo educativo, culturale e professionale dello studente, sugli obiettivi specifici di apprendimento e sulle competenze attese al termine del percorso scolastico.

    In questo quadro, anche il curricolo delle scuole, grazie all’autonomia scolastica, ha potuto prevedere forme di personalizzazione, sempre nel rispetto della cornice normativa generale.

    Con il D.P.R. 89/2010 viene definita l’identità dei Licei nel secondo ciclo di istruzione, vengono stabilite le diverse articolazioni e si prevede che il diploma liceale sia integrato dalla certificazione delle competenze acquisite dallo studente. Successivamente, con il D.M. n. 211 del 7 ottobre 2010, vengono delineati gli obiettivi specifici di apprendimento per i diversi percorsi liceali. Tra questi, per la disciplina Informatica è di particolare interesse l’allegato F, relativo al Liceo scientifico e alla sua opzione Scienze applicate.

    Anche in quel caso, le Indicazioni furono il risultato di un iter amministrativo e tecnico affidato a una commissione di studio, con applicazione a partire dall’anno scolastico 2010/2011, iniziando dalle classi prime.

    Dopo questa breve cornice storica, il presente articolo si concentra sulle principali novità introdotte dalla nuova bozza per la disciplina Informatica, presente nel percorso del Liceo scientifico opzione Scienze applicate.

    L’Informatica come chiave di lettura della società digitale

    Nella nuova impostazione, l’Informatica viene presentata non solo come disciplina tecnica, ma come sapere necessario per comprendere la società digitale e per parteciparvi in modo consapevole.

    La cornice culturale iniziale introduce infatti la domanda “Perché studiare Informatica?”, attribuendo alla disciplina una funzione formativa ampia: comprendere la società digitale, sviluppare un atteggiamento critico, agire in modo responsabile ed etico, riconoscere opportunità e rischi delle tecnologie, incluse quelle basate sull’Intelligenza Artificiale.

    Si tratta di un passaggio significativo. L’Informatica non viene più intesa soltanto come competenza d’uso degli strumenti digitali, ma come disciplina capace di fornire categorie interpretative per leggere il presente.

    Nella nuova bozza, lo studente deve padroneggiare metodi e strumenti per rappresentare, organizzare ed elaborare dati, sviluppare applicazioni semplici ma non banali e, soprattutto, valutarne la correttezza e l’efficacia.

    Questo aspetto segna un cambiamento importante. La correttezza di un’applicazione, la sua affidabilità, la qualità delle soluzioni prodotte e la capacità di valutarne limiti e conseguenze diventano elementi centrali della formazione informatica. Tale prospettiva appare particolarmente rilevante nell’attuale contesto di diffusione dell’Intelligenza Artificiale, in cui la produzione di codice, testi, immagini e soluzioni automatizzate rende ancora più necessario uno studio consapevole dei fondamenti della disciplina.

    Un prodotto software, sia esso generato dall’uomo o supportato da sistemi di IA, non può essere valutato solo in base alla sua apparente funzionalità. Occorre comprenderne i presupposti, verificarne la correttezza, analizzarne l’efficacia e riflettere sulle implicazioni sociali, etiche e culturali del suo utilizzo.

    Le principali differenze rispetto alle Indicazioni del 2010

    Dal confronto tra la precedente versione delle Indicazioni e la nuova bozza emergono alcune differenze sostanziali.

    In primo luogo, scompare l’area autonoma relativa all’elaborazione digitale dei documenti. Internet e i servizi non vengono più trattati come ambito separato, ma rientrano nel tema più ampio delle reti e dei servizi su rete. Le precedenti aree dedicate alle reti di computer e alla struttura di Internet e dei servizi risultano quindi ricondotte a una visione più integrata.

    Un altro elemento rilevante riguarda la computazione teorica, che non viene più nominata come area autonoma. Al contrario, compare esplicitamente una nuova area dedicata all’Intelligenza Artificiale, segnale evidente del ruolo che tale ambito è destinato ad assumere nella formazione degli studenti.

    Il primo biennio appare maggiormente orientato alle basi della programmazione, alla comprensione dei sistemi e alla cittadinanza digitale. Rispetto alla precedente impostazione, sembra invece ridursi l’enfasi specifica sul foglio elettronico.

    Nel secondo biennio, il percorso diventa più prescrittivo. Le Indicazioni prevedono infatti che vengano affrontati almeno alcuni nuclei fondamentali, tra cui:

    • linguaggi di markup, formati non testuali, formati di compressione e semplici applicazioni web-oriented;
    • introduzione al modello relazionale dei dati e ai linguaggi di interrogazione e manipolazione dei dati;
    • metodologie di programmazione e sviluppo di sistemi informatici, anche attraverso un linguaggio orientato agli oggetti;
    • riflessione sull’impatto sociale dei sistemi informatici;
    • cenni sulle funzioni di base dei sistemi di Intelligenza Artificiale, come percezione e azione;
    • introduzione alle modalità realizzative dell’IA, tra algoritmi, logica e reti neurali;
    • attenzione alle possibili fonti di distorsione;
    • cenni ai concetti fondamentali dell’apprendimento automatico e al loro uso nei sistemi generativi;
    • discussione critica sull’impiego dell’IA nei sistemi automatizzati di decisione.

    È dunque evidente che alcuni aspetti relativi all’Intelligenza Artificiale dovranno essere introdotti già nel secondo biennio, non limitandosi al quinto anno.

    Il quinto anno tra libertà didattica e nuove prospettive

    Per il quinto anno, la bozza sembra riconoscere con maggiore evidenza la libertà di insegnamento e la necessità di adattare la didattica alla singola classe. Le prescrizioni presenti nel secondo biennio lasciano spazio a possibili linee di lavoro, da sviluppare senza pretesa di esaustività, valorizzando le connessioni con le altre discipline e mantenendo viva l’attenzione agli aspetti di impatto sociale.

    Tra le possibili linee di lavoro vengono indicate:

    • applicazioni e servizi basati su reti di computer e protocolli di rete;
    • algoritmi su grafi e algoritmi crittografici;
    • progettazione e realizzazione di basi di dati;
    • tecniche di apprendimento automatico;
    • algoritmi di calcolo numerico e simulazioni di supporto al calcolo scientifico.

    Si tratta di ambiti di grande interesse, soprattutto se si considera la presenza di temi come gli algoritmi su grafi, la crittografia, l’apprendimento automatico e la progettazione di basi di dati. Tuttavia, proprio la ricchezza dei contenuti proposti apre una questione importante: il tempo effettivamente disponibile per la disciplina.

    Le due ore settimanali di Informatica, soprattutto se si intende alternare teoria, progettazione e attività laboratoriale, rischiano di essere insufficienti per sviluppare con la necessaria profondità tutti questi nuclei. Il problema diventa ancora più evidente se si considera che l’Informatica, per sua natura, richiede non soltanto spiegazione teorica, ma anche esercizio, sperimentazione, correzione degli errori, progettazione e riflessione sui processi.

    La stessa bozza sottolinea che l’uso degli strumenti e la creazione di applicazioni devono essere accompagnati non solo dalla conoscenza delle funzioni e della sintassi, ma da un collegamento sistematico con i concetti teorici sottostanti.

    Questo passaggio è fondamentale. Non basta saper utilizzare un ambiente di sviluppo, un linguaggio di programmazione, un database o un sistema di IA. È necessario comprendere le strutture concettuali che rendono possibile il funzionamento di tali strumenti e tali.

    Una riflessione sul futuro dell’Informatica nei Licei

    Le nuove Indicazioni offrono quindi l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul ruolo dell’Informatica nel Liceo scientifico opzione Scienze applicate.

    Se la disciplina viene chiamata a contribuire alla comprensione della società digitale, alla formazione del pensiero critico, alla cittadinanza consapevole, alla progettazione di soluzioni informatiche e alla comprensione teorica dell’Intelligenza Artificiale, allora diventa necessario interrogarsi anche sul monte ore a essa destinato.

    Una possibilità potrebbe essere quella di rafforzare l’Informatica all’interno dell’opzione Scienze applicate, in particolar modo nel triennio. Un’altra ipotesi, più innovativa, potrebbe consistere nel pensare a un nuovo percorso specifico in cui lo studio dell’Informatica e dell’Intelligenza Artificiale assuma un ruolo ancora più centrale, non ridotto all’uso strumentale dei nuovi tool, ma fondato sulla comprensione teorica, metodologica ed etica dei sistemi digitali.

    In questa prospettiva, l’Intelligenza Artificiale non dovrebbe essere affrontata soltanto come insieme di strumenti da utilizzare, ma come campo di studio che richiede conoscenze matematiche, logiche, algoritmiche, statistiche e informatiche. Solo così sarà possibile preparare studenti realmente consapevoli, capaci non solo di usare le tecnologie, ma anche di comprenderle, valutarle criticamente e, nei successivi percorsi universitari, contribuire allo sviluppo di nuovi modelli e nuove soluzioni.

    Il confronto aperto intorno alla bozza delle nuove Indicazioni nazionali rappresenta dunque un’occasione preziosa. La sfida non è semplicemente aggiornare i contenuti della disciplina, ma ripensarne il ruolo formativo in un tempo in cui il digitale e l’Intelligenza Artificiale incidono sempre più profondamente sulla conoscenza, sul lavoro, sulla cittadinanza e sulla società.

    Fonti

    Ministero dell’Istruzione e del Merito, pubblicazione del testo delle nuove Indicazioni nazionali per i Licei:
    https://www.mim.gov.it/-/pubblicato-il-testo-delle-nuove-indicazioni-nazionali-per-i-licei-

    D.P.R. 89/2010:
    https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-06-15&atto.codiceRedazionale=010G0111&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario#

    D.M. n. 211 del 7 ottobre 2010:
    https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-12-14&atto.codiceRedazionale=010G0232